Alberto Sgaramella ottiene l’annullamento di due accertamenti dell’Agenzia delle Entrate per oltre € 265.000 nei confronti di una società operante nel settore dei giochi pubblici
L’Avv. Alberto Sgaramella, insieme alla Dr.ssa Paola Giuliani per i profili contabili e tributari, ha assistito una società operante nel settore dei giochi e delle scommesse in qualità di PVR di un pubblico Concessionario dello Stato, ottenendo l’annullamento integrale e in autotutela di due avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di Potenza, per un importo di oltre € 265.000.
La vicenda trae origine da una precedente attività ispettiva svolta congiuntamente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e dall’Agenzia delle Entrate (AdE), nell’ambito della quale era stata ipotizzata, per l’anno 2019, una base imponibile sottratta ai fini del PREU - prelievo erariale unico di cui all’art. 39 del d.l. 30 settembre 2003, n. 269 - pari a circa € 1,6 milioni.
Da tale ricostruzione erano derivate ulteriori contestazioni fiscali per maggiori IRES, IRAP e IVA, oltre sanzioni e interessi, nonché per ritenute asseritamente non operate e non versate. L’Ufficio aveva inoltre formulato, nei confronti dei soci persone fisiche, una contestazione derivata fondata sulla presunta distribuzione extracontabile di utili non dichiarati, in ragione della ristretta base sociale.
Il contenzioso si inseriva in un più ampio quadro di contestazioni relative al settore dei giochi pubblici, materia nella quale l’Avv. Alberto Sgaramella aveva già ottenuto precedenti esiti favorevoli in favore della stessa compagnie sociale e di altri propri assistiti.
Più precisamente, nel corso del 2019 la società era stata destinataria di un’ispezione da parte degli Uffici territoriali dell’ADM, che avevano rilevato la presenza di alcune postazioni PC connesse a internet, ritenendole in presunta violazione dell’art. 7, comma 3-quater, del d.l. n. 158/2012, c.d. Decreto Balduzzi, norma successivamente dichiarata costituzionalmente illegittima.
L’ordinanza-ingiunzione emessa per circa € 20.000 all’esito dell’accertamento amministrativo era stata impugnata davanti al giudice ordinario e il relativo giudizio si era concluso con l’integrale annullamento della sanzione.
Successivamente, per i medesimi fatti, l’ADM aveva contestato alla società anche la presunta evasione dell’imposta unica di cui al d.lgs. n. 504/1998 per circa € 100.000. A seguito delle deduzioni difensive presentate dall’Avv. Alberto Sgaramella, corredate da ampia documentazione idonea a dimostrare la legittimità dell’attività svolta dal PVR, anche tale procedimento amministrativo era stato archiviato in autotutela.
Ancora, nel 2026, l’Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale di Potenza ha emesso due distinti avvisi di accertamento, formulando nuove e diverse pretese nei confronti della società e dei suoi soci (tutti giovani professionisti).
I contribuenti hanno impugnato gli atti e, parallelamente, hanno presentato istanza di annullamento in autotutela, fornendo all’Ufficio la documentazione contabile, contrattuale e bancaria necessaria a ricostruire i rapporti intercorsi e a dimostrare la correttezza della posizione fiscale della società e dei soci.
All’esito di un’approfondita istruttoria, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni rappresentate dai contribuenti e ha disposto l’annullamento integrale degli avvisi di accertamento, rinunciando a ogni pretesa sia nei confronti della società sia - in via derivata - nei confronti dei soci.
Il risultato ottenuto, anche grazie alla disponibilità del Concessionario che ha contribuito alla ricostruzione della documentazione contabile storica del rapporto con il PVR, è particolarmente significativo perché giunge all’esito di un’attività stragiudiziale tempestiva, documentata e trasparente, che ha consentito agli Uffici competenti di rivalutare totalmente i presupposti della loro pretesa ed ha evitato la prosecuzione del contenzioso.
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