Antonio Amendola e Antonio Pinto avviano azione contro la Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

Le sottoscrizioni dei documenti non bastano a liberare la banca dai suoi obblighi.

Antonio Amendola e Antonio Pinto avviano azione contro la Banca Popolare di Puglia e Basilicata.

La quotazione sul mercato secondario Hi-Mtf sta ridefinendo al ribasso il valore delle azioni della Popolare di Puglia e Basilicata, ed attualmente il prezzo minimo di acquisto è di euro 3,44 per azione, dopo che le ultime aste, dal 6 luglio ad oggi, sono andate deserte.

Antonio Amendola e Antonio Pinto hanno avviato recentemente azione contro la banca, dinanzi al Collegio dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie in Consob. La domanda è quella di far accertare l’inadempimento della banca di vari obblighi formali e sostanziali previsti dal Testo Unico della Finanza, dal Regolamento Consob n. 16190 del 2007  e dalla Comunicazione Consob del 02 marzo 2009 in materia di vendita di titoli illiquidi. Con conseguente richiesta di risoluzione del contratto o quantomeno condanna dell’istituto a risarcire l’azionista dell’inadempimento contrattuale subìto in sede di vendita dei titoli: danno quantificato nella somma investita al momento dell’acquisto, oltre interessi e rivalutazione monetaria (detraendo i dividendi eventualmente percepiti).
Appare ormai determinante l’orientamento giurisprudenziale costante, secondo il quale, le mere sottoscrizioni acquisite dal cliente sulla documentazione relativa al rapporto o la pubblicazione del prospetto di offerta, non sono sufficienti a far ritenere assolti gli obblighi di legge posti a carico della banca.

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