Antonio Pinto descrive il D.M. Mipaaf, che avvia i bandi per gli investimenti nel settore vitivinicolo

Antonio Pinto illustra il Decreto Ministeriale n. 2987 del 15 maggio 2018, emanato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per sostenere gli investimenti nel settore vitivinicolo.

Antonio Pinto descrive il D.M. Mipaaf, che avvia i bandi per gli investimenti nel settore vitivinicolo
E’ stato emanato il Decreto n. 2987 del 15 maggio, da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali. In esso è fissata in 337 milioni la dotazione finanziaria destinata al sostegno del settore vitivinicolo, nota come Ocm (organizzazione comune del mercato).
 
Gli aiuti sono concessi in applicazione del Regolamento UE n.1308/2013 e sono diretti a vari tipi di investimento del settore vitivinicolo: promozione sui mercati dei Paesi esteri, ristrutturazione e riconversione vigneti, vendemmia verde, assicurazione del raccolto, investimenti distillazione sottoprodotti.

La misura più urgente su cui concentrarsi è quella dedicata alla ristrutturazione e riconversione di vigneti destinati alla produzione di uve da vino, poiché le Regioni stanno emanando i bandi la cui scadenza è fissata per l’anno in corso al 30 giugno 2018. I beneficiari sono: gli imprenditori agricoli, le organizzazioni di produttori, le cooperative agricole, le società agricole, i consorzi di tutela autorizzati.

Dalla lettura del Decreto emerge quanto segue: il finanziamento può essere ottenuto: per la ristrutturazione dei vigneti esistenti mediante operazioni di estirpazione con reimpianto in una posizione più favorevole, o nella stessa posizione ma con modifiche alla forma di allevamento o sesto di impianto; per la riconversione varietale, con questa operazione si possono cambiare i vitigni attraverso il reimpianto dell’intero vigneto e sostituendone la composizione ampelografia, oppure attraverso il sovrainnesto lasciando inalterato il vigneto; per il miglioramento delle tecniche di gestione dei vigneti anche attraverso azioni di razionalizzazione degli interventi sul terreno e delle forme di allevamento. Per i vigneti reimpiantati dovranno essere utilizzati gli stessi vitigni estirpati oppure vitigni compresi tra quelli riconosciuti idonei alla coltivazione e classificati negli specifici elenchi regionali.

L’entità del contributo può variare dal 50 al 75% della spesa con importi massimi ad ettaro di 16.000 euro sui costi reali oppure, a scelta, di 15.000 euro sui valori tabellari. Tali importi possono esser aumentati fino a 24.500 euro nelle zone ad alta valenza ambientale e paesaggistica e in particolare: pendenza del terreno superiore al 30 per cento; altitudine superiore ai 500 m sul livello del mare (esclusi altipiani); impianti viticoli con sistemazione a terrazzamento o gradoni; viticoltura in piccole isole. La superficie minima deve essere pari a 0,5 ettari oppure 0,3 in caso di progetti collettivi.

La compilazione e presentazione delle domande è effettuata in via telematica, utilizzando le funzionalità online messe a disposizione da Agea sul portale Sian o dai vari organismi pagatori regionali. Non sono accettate e quindi ritenute valide le domande che pervengono con qualsiasi altro mezzo all’infuori di quello telematico. Gli imprenditori potranno rivolgersi ai Centri autorizzati di assistenza agricola, liberi professionisti, uffici regionali territorialmente competenti, oppure attraverso la registrazione nel sistema informativo (utenti qualificati). Sempre ai fini della domanda di contributo, l’azienda dovrà essere in possesso di autorizzazione al reimpianto, così come previsto dal decreto Mipaaf n. 12272 del 15 dicembre 2015 a far data dal 1° gennaio 2016.

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