Lo studio Omnia ottiene in Cassazione la revisione di una sentenza di fallimento di una società immobiliare

Antonio Pinto ottiene una pronuncia favorevole presso la Suprema Corte di Cassazione, che ha accolto la tesi secondo cui, quando una società viene posta in liquidazione, per verificare la fondatezza delle successive istanze di fallimento, il Tribunale deve valutare, necessariamente, se le poste attive siano sufficienti a soddisfare, sia pure astrattamente, i creditori sociali.

Antonio Pinto ottiene una pronuncia favorevole presso la Suprema Corte di Cassazione, che, con l'ordinanza n. 30297 del 18.12.2017, ha annullato con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d'Appello, per aver utilizzato un criterio non corretto ai fini del giudizio dello stato d'insolvenza di una società in liquidazione, nei cui confronti la valutazione del giudice deve essere diretta, ai sensi dell'art. 5 L.F., unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali.
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