Articolo di Luigi Fino, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, sulle novità in materia di agricoltura biologica

Articolo di Luigi Fino, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, sulle novità in materia di agricoltura biologica

Mentre a livello europeo, è stato presentato dalla Commissione europea il nuovo Piano d’azione 2021-2027 per la transizione agroecologica dell’agricoltura europea, nel nostro Paese, dopo circa due anni, è stato approvato in Senato il DDL. 998 recante “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.

Finalmente una legge che disciplina e promuove un settore importantissimo in Italia e in Europa, se si considera che la quota comunitaria della superficie biologica totale è pari al 23%, corrispondente a 9,3 milioni di ettari e che rappresentano l'1,9% della superficie agricola (Sau) europea, mentre nell'area UE tale incidenza raggiunge i 4,7 punti percentuali (8,4 milioni di ettari, dati eurostat).

Diverse, quindi, le novità che meritano attenzione e che incideranno certamente sul mercato agroalimentare sempre più orientato a offrire prodotti biologici. In particolare, partendo dal riconoscimento della produzione biologica come attività di interesse nazionale (art. 1, comma II), le disposizioni prevedono l’istituzione presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di un Tavolo tecnico per la produzione biologica, con funzioni di indirizzo e di individuazione delle priorità per il Piano d'azione nazionale per la produzione biologica e i prodotti biologici, nonché di proposizione degli interventi per l'indirizzo e l'organizzazione delle attività di promozione dei prodotti biologici e di individuazione delle strategie d'azione per favorire l'ingresso e la conversione delle aziende convenzionali al metodo biologico. Fra i suoi obiettivi anche quello di favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e di sostenere le forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera (Art. 5).

È prevista anche la creazione di un marchio nazionale che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate e allevate in Italia (art. 6) e l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo della produzione biologica destinato al finanziamento di iniziative per lo sviluppo della produzione biologica, in coerenza con la comunicazione 2014/C 204/01 della Commissione europea sugli orientamenti dell'Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020 (art. 9).

L’articolo 8 introduce il Piano nazionale per le sementi biologiche che il Ministero, sentito il Tavolo tecnico e con il supporto scientifico del Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, dovrà adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore e che sarà finalizzato ad aumentare la disponibilità delle sementi per le aziende “e a migliorarne l’aspetto quantitativo e qualitativo”.

Nell’ambito della formazione, il testo prevede la promozione di specifici percorsi formativi nelle università pubbliche attraverso la possibilità di attivare corsi di laurea, dottorati di ricerca, master e corsi di formazione in tema di produzione biologica (art. 11) nonché la formazione teorico-pratica di tecnici e di operatori in materia di produzione biologica, di produttori e operatori di settore che decidono di convertirsi dalla produzione convenzionale a quella biologica e dei soggetti pubblici incaricati di svolgere i controlli ispettivi previsti dalla legislazione vigente (art. 12).

Tra le diverse norme introdotte, il punto che sta generando un acceso dibattito scientifico e politico è quello che prevede, già al comma 3 dell’articolo 1, l’equiparazione al biologico del metodo di agricoltura biodinamica.
L’agricoltura “biodinamica”, espressamente richiamata nel testo di legge, è certamente la forma più diffusa in Italia, con circa 4.000 aziende che la praticano, ed un fatturato importante ed in forte crescita, soprattutto nei mercati del nord Europa, che apprezzano e valorizzano in termini economici il biodinamico made in Italy.

Prima che si procedesse con l’approvazione del disegno di legge, una lettera aperta è stata inviata da parte di 20 scienziati italiani affinché nessun finanziamento pubblico venisse destinato all’agricoltura biodinamica, definita una “pratica esoterica opposta e inconciliabile con qualunque dato scientifico”. Tra i firmatari della lettera ci sono Cinzia Caporale (esperta di bioetica, facente parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche e membro del CTS), Giorgio Parisi (presidente dell’Accademia dei Lincei), Giuseppe Remuzzi (direttore del Mario Negri), i fisici Giorgio Parisi, Ugo Amaldi e Luciano Maiani, l’esperto di staminali Giulio Cossu e il biotecnologo Roberto Defez.

Nonostante l’appello degli scienziati a non procedere con l’approvazione del testo, il disegno di legge ha ricevuto il sostegno da parte di ben 195 membri del Senato in considerazione del fatto che il metodo biodinamico è presente e radicato sul territorio nazionale e continentale indipendentemente dai “desiderata” del mondo accademico.
Il testo dovrà tornare alla Camera per la terza lettura, avendo Palazzo Madama previsto una delega al governo per l’emanazione entro 18 mesi di uno o più decreti legislativi per procedere a una revisione della normativa in materia di armonizzazione e razionalizzazione sui controlli per la produzione agricola e agroalimentare biologica". Questi decreti legislativi dovranno "provvedere a migliorare le garanzie di terzietà dei soggetti autorizzati al controllo, eventualmente anche attraverso una ridefinizione delle deleghe al controllo concesse dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e a rivedere l'impianto del sistema sanzionatorio connesso".

Filiera21 Associazione per l’agroalimentare

Articolo completo al seguente link: Il metodo biologico (e biodinamico) alla luce del DDL 998: una presa d’atto? - La Gazzetta del Mezzogiorno

 

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