ISTRUZIONI FINALI PER ACCEDERE AL FONDO INDENNIZZI RISPARMIATORI

di Avv. Antonio Pinto

ISTRUZIONI FINALI PER ACCEDERE AL FONDO INDENNIZZI RISPARMIATORI
A seguito del Decreto del MEF pubblicato il 21 agosto 2019 sulla Gazzetta Ufficiale, dal 22 agosto – per 180 gg. - si possono presentare le domande per accedere al FIR.
Sono indennizzabili le azioni ed obbligazioni emesse dalle seguenti banche: Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Etruria, Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, CariFerrara e le loro controllate (ad es. Banca Apulia e Banca Nuova).

Per le azioni l’indennizzo sarà pari al 30% del costo di acquisto originario, mentre per le obbligazioni subordinate l’indennizzo sarà pari al 95% del costo di acquisto originario. In entrambi i casi però, il limite massimo dell’indennizzo ottenibile è di 100.000 euro ed inoltre, dall'ammontare dell'indennizzo sono detratti gli eventuali importi già ricevuti in relazione allo stesso strumento finanziario a titolo di altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento.

Possono presentare la domanda i seguenti soggetti in possesso delle azioni e obbligazioni subordinate alla data della messa in liquidazione coatta della banca: persone fisiche; imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti; organizzazioni di volontariato ed associazioni di promozione sociale; microimprese che occupano meno di dieci persone e che realizzano un fatturato annuo o con un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro; i "successori" per causa di morte dei "risparmiatori", che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione dopo la data del provvedimento di messa in liquidazione e successivamente hanno continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari fino ad oggi; i "familiari" dei "risparmiatori", costituiti da coniuge, da soggetto legato da unione civile, da convivente more uxorio o di fatto, dai parenti entro il 2° grado, che hanno acquisito la titolarità degli strumenti finanziari delle Banche in liquidazione dai "risparmiatori", a seguito di trasferimento con atto tra vivi dopo la data di provvedimento di messa in liquidazione e che successivamente hanno continuato a detenere gli stessi strumenti finanziari.

I "risparmiatori hanno diritto all’indennizzo forfettario secondo una procedura semplificata (non devono provare di esser stati vittima di una violazione massiva nel collocamento) e in via cronologicamente prioritaria, se soddisfano almeno una delle seguenti due condizioni: 1) patrimonio mobiliare di proprietà al 31 dicembre 2018 di valore inferiore a 100.000 euro, compresi i depositi bancari sul conto corrente, esclusi gli strumenti finanziari oggetto di indennizzo, nonché esclusi i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita; 2) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita. Inoltre, per chi si trova in una di queste due condizioni, vi è ulteriore priorità per chi ha investito e pagato quindi alla banca un importo non superiore a 50.000,00 euro.

La Commissione tecnica deve ricevere tutte le domande e predisporre un elenco degli aventi diritto secondo le priorità sopra indicate: pertanto NON ha nessuna importanza la priorità cronologica della domanda. Bisogna comunque attendere che dopo la scadenza a febbraio 2020, i Commissari predispongano il piano di riparto, secondo le priorità sostanziali e non temporali sopra stabilite.

Il Portale fondoindennizzorisparmiatori.consap.it consente agli aventi diritto o ai loro rappresentanti, di registrarsi e presentare telematicamente le domande con i relativi allegati, nonché di verificare gli stati di avanzamento dell'iter istruttorio corrispondente.
Le domande dovranno essere presentate a partire dal 22 agosto 2019 per i 180 gg previsti dalla normativa. Le domande potranno essere compilate ed inoltrate esclusivamente in via telematica.

Le domande dovranno contenere i seguenti documenti (da inviare esclusivamente in via telematica tramite il portale, in allegato alla domanda):
  • copia fronte-retro del documento di riconoscimento valido degli aventi diritto e dell'eventuale rappresentante e dei relativi codici fiscali;
  • copia di documentazione idonea a dimostrare l'acquisto degli strumenti finanziari ed il relativo prezzo pagato (ad esempio gli ordini di acquisto, oppure il "Dossier Titoli"); documentazione che per "successori" "e familiari" dimostri il trasferimento degli strumenti finanziari da parte di "risparmiatori";
  • copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell'accertamento delle violazioni massive del TUF che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori;
  • copia di eventuali pagamenti, nelle forme di indennizzi, ristori, rimborsi o risarcimenti comunque denominati, ricevuti dagli aventi diritto per il pregiudizio subito in ordine agli stessi strumenti finanziari;
  • codice IBAN, bancario o postale, intestato all'avente diritto. E' necessario allegare alla domanda di indennizzo la certificazione da parte dell'Istituto bancario dell'intestazione delle coordinate IBAN, sul quale si chiede di ricevere l'indennizzo.
  • copia di delega o procura speciale con firma autenticata, in caso di domanda presentata tramite rappresentanza volontaria; copia dell'eventuale provvedimento di rappresentanza legale;
  • copia di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà,  attestante che i dichiaranti:
  1. dal 1° gennaio 2007, non hanno avuto, nella banca in liquidazione emittente gli strumenti finanziari oggetto della istanza di indennizzo, incarichi negli organi di amministrazione, di controllo, di revisione;
  2. non sono parenti ed affini di primo e di secondo grado di amministratori, di controllori e di revisori;
  3. non sono controparti qualificate nè clienti professionali;
  4. non hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento relative agli stessi strumenti finanziari oggetto della domanda di indennizzo, oppure hanno ricevuto altre forme di indennizzo, ristoro, rimborso o risarcimento, specificando l'importo e la causale rispetto a ciascuna azione o obbligazione subordinata di cui è indicato il codice identificativo e la Banca in liquidazione emittente;
  5. sono consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell'art.76 DPR 445/2000. 
  • in caso di successione, dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, attestante:
 .        la data di decesso del risparmiatore;
  1. i dati anagrafici di tutti i successori per causa di morte e le rispettive quote ereditarie spettanti;
  2. l'esclusione che vi siano altri successori;
  3. la sede dell'Agenzia delle Entrate territorialmente competente per la dichiarazione di successione;
  4. la consapevolezza dei dichiaranti delle sanzioni penali previste in caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti a norma dell'articolo 76 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000;
Nel caso di richiesta di indennizzo forfettario, per chi ha uno dei due requisiti previsti, l'istanza è formulata secondo quanto previsto dai commi 1 e 2 dell'art. 4 del decreto ministeriale del 10 maggio 2019, con esclusione degli atti indicati nella lettera c) del comma 2 (ossia copia di eventuale documentazione bancaria o amministrativa o giudiziale utile ai fini dell'accertamento delle violazioni massive del TUF che hanno causato il danno ingiusto ai risparmiatori).
All'istanza deve essere allegata :
  • copia della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in PDF, resa ai sensi dell'art.47 DPR 445/2000, attestante che la consistenza del patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore è di valore inferiore a 100.000 euro posseduto al 31 dicembre 2018, esclusi gli strumenti finanziari di cui all'art. 2 comma 1, lett. f), del decreto ministeriale 10 maggio 2019 nonché i contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita, calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Direzione generale per l'inclusione e le politiche sociali, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze del 13 aprile 2017, n 138, recante approvazione del modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica (DSU), nonché delle relative istruzioni per la compilazione, ai sensi dell'art. 10 comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n 159, oppure che l'ammontare del reddito complessivo dell'avente diritto ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell'anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.
Gli originali della documentazione allegata a corredo della domanda di indennizzo debbono essere conservati a cura del risparmiatore richiedente, per le verifiche che potrebbero essere disposte per l'istruttoria delle domande.
In sede di verifica istruttoria, la Commissione ha il potere di richiedere, esclusivamente in via telematica, attraverso l'indirizzo e-mail indicato in sede di compilazione della domanda, ulteriori informazioni e documenti che si ritenesse necessario acquisire per la definizione dell'istruttoria, nonché di eseguire verifiche presso l’Agenzia delle Entrate e/o presso le banche circa la veridicità dei dati trasmessi. Gli indennizzi verranno corrisposti con bonifico bancario o postale, secondo i piani di riparto approvati dalla Commissione tecnica nominata dal MEF, entro i limiti della dotazione finanziaria del Fondo.
Per chi si associa a Confconsumatori nel 2019, l’Associazione fornirà assistenza gratuita per l’intero procedimento. 
Per info e contatti: confconsumatoripuglia@yahoo.it - cell: 3511336973
Bari 23 agosto 2019
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